Ouarzazate (Marocco)

Ouarzazate (Marocco) 70x100 - tempera, 1977

Ouarzazate è una cittadina del Marocco a ridosso del deserto del Sahara. Il pittore vi giunge in visita quando, mosso da una continua inchiesta personale, vaga per l’Europa, l’Estremo oriente e, appunto, per l’Africa. Nella sua visione il viaggio, oltreché fonte di soggetti da immagazzinare per una successiva redazione pittorica, assume il significato della scoperta intima attraverso l’indagine visiva della realtà e nel profondo del proprio cuore. Come scrive Lionello Puppi, “possono incantarlo cieli di aurora o di crepuscolo, distese verdi di praterie, friabili gibbosità gialle di deserti, bruni intrichi arborei di foreste, città di pietra e di marmi, villaggi di sabbia, cupole d’oro”. Accanto a questo panismo visivo, inoltre, si concretizza il contemporaneo studio dei grandi maestri: tra gli altri -a detta di Puppi- vanno ricordati Caravaggio per la “tenzone ardua” fra luce e ombra; Bacon che lo attrae per lo stravolgimento della figura umana in un “grumo fangoso”; Tiziano e Tintoretto per i luminismi dettati dall’impeto. Nell’opera in analisi il pittore sembra aver avvertito la necessità di un colore lirico che, in essenzialità strutturale, restituisce la realtà per pochi tratti semplici e necessari aprendo spazio a campiture estese. Due registri, quello superiore in ocra-sabbia e quello inferiore a sua volta suddiviso in nero e bianco-grigio spartiscono il paesaggio. Sono i colori del deserto, della notte e del silenzio. Sul profilo del registro inferiore si eleva la cittadella, sotto la quale una macchia color azzurro (oasi?) accenta la composizione di un contrappunto sonoro. L’opera, dunque, si lega ancora alla produzione iconico-mimetica ma fissa la base concettuale ed operativa per quel colore così peculiare in Morago che la realtà interiorizza sotto il patrocinio della pittura-poesia.

Mauro Fantinato