L'ispirazione è la magica forza...

L'ispirazione è la magica forza... 50x40 - olio su canvasboard, 2004-05

“L’ispirazione è la magica forza del vuoto impossibile da fissare – la poesia è la sola lingua che insegna e divulga con la lontananza e la solitudine.” Per quanto queste parole fermate con forza di aforisma appaiano svincolate dal presente testo pittorico, il loro significato complessivo comunque lo ricomprende, dato che esse veicolano una concezione fondamentale di Morago: la magica forza dell’ispirazione affronta il vuoto e si intreccia nella sola lingua che parla con la solitudine, la poesia. È appena il caso di accennare, anche se territorio magnifico per un’esplorazione critica soprattutto sul versante della riflessione linguistica, il legame di amicizia e d’arte stretto dal maestro con il sublime poeta Zanzotto.  E non suona certo nuova la definizione di Morago quale “poeta della pittura” sia per il lirismo empatico che le sue opere trasmettono sia per l’analoga genesi creativa che mira ad essenzializzare il soggetto in minimi termini significativi. E qui, in effetti, sono pochi gli elementi in causa. Al centro, due barre verticali dipinte in nero; sopra, una forma azzurra con un’obliqua fettuccia rossa e a fianco, un viso capovolto di donna. Morago scava inesausto nel biancore cromatico e si trova a problematizzare la questione della luce, la cui intensità provoca sulle forme suggestioni di profondità spaziale, di sospensione temporale e di poetica simbologia.

Mauro Fantinato