Matematica in Jazz - Lanfranco Malaguti

L'Amministrazione comunale ha conferito la Cittadinanza Onoraria a Lanfranco Malaguti stimato artista concettuale italiano per i suoi studi sul rapporto tra la musica e la matematica.

“Per aver sviluppato le sue comprovate conoscenze matematiche, liberandole in composizioni ed improvvise innovative melodie, che abbracciano l’animo umano in emozioni e note.
Riconoscenti per la dedizione dimostrata nell’insegnamento e nell’educazione ai nostri ragazzi.”

Biografia

Lanfranco Malaguti (Roma, 20 marzo 1949) è un chitarrista italiano.

Si tratta di uno dei più quotati chitarristi jazz italiani: soltanto il suo nome, insieme a quello di Carlo Pes e Franco Cerri tra gli italiani, compare nell'Enciclopedia Treccani.

Originario di Roma, dove è cresciuto artisticamente. Ha vissuto a Fontanelle, in provincia di Treviso, dal 1978 al 2011, dove alla sua attività di insegante di matematica ha affiancato quella di musicista jazz; qui entra nel giro dei musicisti che fanno capo a Bruno Cesselli, nel centro pordenonese di Azzano Decimo. Con lui, ed altri, forma un quintetto ed incide il primo disco, di inediti, nel 1984.

Negli anni immediatamente successivi, ha partecipato a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive in Italia, Brasile e Slovenia. Ha composto alcune sigle televisive per la RAI. Ha partecipato a numerose rassegne e festival jazz ed in particolare, con Pavan e Sferra nel 1989, al "Festival Internazionale" al teatro Ciak di Milano; con Pietropaoli e Sferra, nel 1989 (come unico gruppo jazz italiano), ha partecipato al "XXI Festival Internazionale" di La Spezia; nel 1991, sempre con questo ultimo trio, alla "Rassegna internazionale" al teatro Orfeo di Milano.

Nel 1989, con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra, dà alle stampe Something, il suo disco più noto contenente esclusivamente cover dei Beatles. La scelta di incidere non gli standard della musica jazz, ma brani provenienti dalla musica pop, all'epoca era decisamente inconsueta.

Sempre nel 1989 vince il premio "Top Jazz" come miglior nuovo talento[1]; nel 2011 ottiene il primo posto nella categoria chitarristi.

Del 1991 è Azzurro raccolta di brani di Celentano, Modugno, Morricone, Trovajoli, Conte, Tenco, Endrigo, e Gino Paoli.

Del 2000 è invece Parole, parole..., dove si misura con pezzi, tra gli altri, di: Mina, Pino Daniele, Fabio Concato, Zucchero. Il cd è stato segnalato da alcuni critici della rivista statunitense Cadence, come secondo album nella classifica dei migliori dischi jazz dell'anno.

Dal 2000 ad oggi ha lavorato incessantemente ricercando ed elaborando una serie notevole di composizioni originali, caratterizzate da una costante ricerca in campo melodico, armonico e ritmico. Alla luce di questa pluridecennale ricerca, nel CD "Why Not?", ultimo in ordine di tempo, questa lungo studio sfocia nella rilettura di notissimi standars allo scopo di ri-misurarsi con essi. Questo suo lavoro gli ha permesso di ottenere costanti riconoscimenti nelle varie classifiche stilate da alcune delle riviste musicali italiane più note.

Vanta innumerevoli collaborazioni con jazzisti italiani ed internazionali, tra i quali Bruno Cesselli, Andrea Michelutti, Maurizio Caldura, Ares Tavolazzi, Federico Malaman, l'ex Quintorigo John De Leo, Renato Geremia, Mauro Periotto, Tony Rusconi, Enzo Pietropaoli, Alessandro Turchet, Stefano D'Anna, Fabrizio Sferra, Roberto Gatto, Sergio Fanni, Franco Cerri, Piero Leveratto, Paolo Ghetti, Umberto Petrin, Marcello Tonolo, Giko Pavan, Massimo Chiarella, Enzo Carpentieri, David Boato, Dario Volpi, Renzo De Rossi, Massimo De Mattia, Nicola Fazzini, Luca Colussi, Romano Todesco, Massimo Zemolin, Laura Scomparcini, Gigi Rossi, Lee Konitz, Bill Smith e Marc Abrams.

Attualmente vive a Bologna.